Logo Asklepios

SANTUARIO MADONNA DELLE ARMI

Appello urgente per la salvaguardia del santuario di Santa Maria delle Armi

(Cerchiara di Calabria)

Onorevole Ministro Rutelli,

Onorevole Presidente Loiero,

l’incantesimo che offre il santuario di Santa Maria delle Armi (bene vincolato ai sensi del D.L. 29.10.1999) è il riflesso sensibile della sua lunga storia e della sua peculiare identità. Nelle origini di eremo bizantino risiedono le ragioni della posizione isolata e arroccata, e nei tempi e nei modi dei successivi ammodernamenti quelle della sequenza planimetrica e stratigrafica dei fabbricati: un’articolazione che determina, assecondando l’impervia orografia del sito, un percorso dalla corte d’accesso al santuario connotato da continue “scoperte”, scandito da emozionanti prospettive aperte sulla Piana di Sibari e verso la montagna.

Riteniamo, per questo, che inserire un nuovo edificio moderno in cemento armato da adibire a ‘Punto Informativo del Parco Nazionale del Pollino e Punto Vendita Prodotti Tipici’, a meno di quaranta metri dal complesso architettonico, in un quadro così delicato, sia un danno irreparabile all’identità estetica, storica e culturale del bellissimo complesso architettonico.

Negli oltremodo sbrigativi nulla osta non si fa alcun cenno sulla tipologia e qualità dell’impatto del ‘Punto Informativo del Parco Nazionale del Pollino e Punto Vendita Prodotti Tipici’ con l’esistente e se, specificatamente, sia per questo “in pericolo l’integrità del bene tutelato, se ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e decoro”; è evidente che ciò disattende lo spirito ormai decennale di un’importante conquista legislativa e storiografica della tutela riguardante i beni culturali: la consapevolezza che il bene non può essere contemplato solo nel suo aspetto intrinseco, ma deve essere pienamente riflesso nella piena integrità visiva e paesaggistica, specie se si tratta di un monumento isolato in un determinato contesto naturale. La conservazione ‘integrale’ non può difatti presupporre una preferenza di carattere strumentale che ne tuteli e salvaguardi in modo astratto solo il perimetro materiale, ma deve tendere a preservare anche il valore dell’identità e del rapporto storico, culturale ed estetico con la precisa peculiarità ambientale in cui il bene è da sempre inserito.

Ci appelliamo a Lei, Onorevole Presidente Loiero, soprattutto alla luce nefasta dell’odierna situazione dello stato del patrimonio storico-culturale della Calabria: siti archeologici, complessi architettonici, centri storici, coste, parchi nazionali, abbandonati a se stessi o in preda a fuorvianti e malintese politiche di ‘valorizzazione’. Speculazioni, abusivismi, indifferenza; manufatti storici lasciati allo stato di totale abbandono e decadenza, progetti megagalattici di ingenti colate di cemento nei più incantevoli siti ambientali del Mediterraneo, inutili strutture ricettive edificate a pochi metri da importanti complessi monumentali, centri storici ormai irriconoscibili, il primeggiare indiscusso di una predisposizione quasi genetica al brutto, all’insulso, all’inutile. Un vero e proprio assalto armato, dunque, al patrimonio culturale; una strategia anarchica e senza comando apparente a cui va al più presto posto rimedio. Un rimedio pragmatico e al contempo necessariamente ideale, morale e culturale.

Ci appelliamo a Lei, Onorevole Ministro Rutelli, in quanto l’autorità e l’ufficialità di alcuni dei progetti di ‘valorizzazione’ trovano ispirazione, sostegno e attuazione concreta nelle candide sale delle istituzioni e degli enti locali e ciò, naturalmente, con l’evidente svilimento del ruolo e del valore istituzionale, garantito dall’articolo 9 della Costituzione repubblicana, in cui è lo Stato stesso a farsi tutore del patrimonio storico e artistico della Nazione. Questo aspetto è primario giacché fuorviante anche per una corretta educazione civica, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni. Il messaggio è chiaro: se è un Comune, un Ente Parco a deturpare, alterare, condonare, a non rispettare luoghi simbolo, non è comprensibile come un privato, un imprenditore, non dovrebbe fare altrettanto. È evidente che i cosiddetti scempi autorizzati, patrocinati, voluti e finanziati dall’alto, rischiano solo di screditare il ruolo istituzionale degli enti preposti al controllo e alla pianificazione del territorio, tutori degli interessi collettivi e generali di un’intera comunità civica, che si ritrova d’un tratto impoverita, ingannata e smarrita.

Le chiediamo espressamente, dunque, non solo di attivarsi concretamente per annullare questa edificanda costruzione, ma di decretare anche una specifica fascia di protezione, vincolo indiretto o area di rispetto, in modo da custodire, anche per il futuro, l’integrità del santuario di Santa Maria delle Armi.

Chiediamo a Voi, ispirati dal buon senso istituzionale, etico e culturale, di adoperarvi non solo nel contrastare la decisione del Comune e dell’Ente Parco di edificare il ‘Punto Informativo’ in quel contesto, ma soprattutto di impegnarvi convintamente per un necessario risanamento dell’area interessata, affinché questo sia un primo importante passo di un cambiamento necessario contro un errato modello di sviluppo che fin troppo Mezzogiorno ha già deturpato.

Cerchiara di Calabria, 14.06.2006

Dott. Paolo Damiano Franzese

(storico dell’arte)

Don Vincenzo Barone

(parroco, storico e scrittore)

Recapito:

Paolo Damiano Franzese

Via Duca degli Abruzzi, 51

87070 - Cerchiara di Calabria (Cs)

Cell. 39 3293229815



Visita anche il nostro sito dedicato agli agriturismi sul Pollino o la pagina Guida del Pollino.
Testi, grafica e foto di Roberto & Giuseppe Cosenza. Info: [guidadelpollino@asklepios.it]
Copyright © 2000 [robcos at robcos dot com]. Tutti i diritti riservati.